domenica 1 luglio 2012

A fuoco ... Spento!

Non temete, sono sempre qua. 
E cucino, anche. 
Solo che non fotografo!
Mi mancano tutti i miei bei piattini, le alzatine, i vassoietti, le posate strane... 
Accidenti, tutto impacchettato, senza ricordare bene DOVE (Se mi sentite, state beneeeee?!?!).


E non mi sembra corretto trattare gli ultimi dolci in modo diverso dagli altri, si chiama par condicio :)


Quindi, ho pensato di preparare qualcos'altro... Che non necessitasse di impiattamento e soprattutto... Di fornelli!!!


Nel giorno in cui Caronte è venuto a farci visita, gli ho presentato un bel Ghiacciolo alla Fragolina di Bosco & Menta, tiè.


(E ringrazio infinitamente Daniele per avermi indirizzato, anche alle 8 del mattino, di domenica!)




Ghiaccioli Fragoline di Bosco & Menta (dosi per quattro ghiaccioli)


50gr di zucchero
125ml di acqua
Succo di mezzo limone
8 Foglioline di menta
100gr di fragoline di bosco


Quattro stampini per ghiaccioli (o, in alternativa, quattro bicchieri in plastica & quattro stecchi!)


Lavare  le fragoline e tamponarle con moooooolta delicatezza. Portare a bollore l'acqua in un pentolino e lasciarvi sciogliere lo zucchero. 
Una volta raffreddato lo sciroppo, unite le fragoline, il succo del mezzo limone e la menta, e frullate tutto con un minipimer.


Versate tutto negli stampini e ponete in freezer per almeno quattro ore






Il risultato?






(io ve l'avevo detto che ero senza stoviglie decenti!!!! E comunque.... Sembra proprio esserle piaciuto!)





venerdì 25 maggio 2012

No, non è colpa della dieta!

E' stato un mese lunghissimo: un trasloco che si è inaspettatamente trasformato in ben altri due, un trasferimento a trecento chilometri di distanza e un lavoro, il mio primo lavoro.

E una casa nuova. 

E un forno che mi ha dichiarato guerra dal primo giorno (i dodici muffin volati direttamente dalla teglia alla spazzatura mi sono testimoni, santocielo!)

Ma ho vinto io, tiè! ^_^

Ecco spiegato questo soffertissimo luuuuuungo silenzio ai fornelli!

Ma sono tornata, in tempo in tempo per non farvi perdere i rotolini pre-prova costume ;)

Come?


Con una cheesecake che sa d'estate (ma anche un pò di primavera!)


Cheesecake Cocco&Mirtilli

130 gr di biscotti secchi
80 gr di burro
250 gr di Philadelphia (io ho usato la Yo)
60 gr di zucchero
2 uova (tuorli e albumi separati)
60 gr di panna fresca liquida
2 cucchiaini di fecola
100 gr di mirtilli freschi 
25 gr di cocco disidratato
qualche pezzettino di scorza di limone



Passare i biscotti secchi (io ho usato le Digestive) nel mixer e mescolarli con il burro fuso. Rivestite una teglia piccolina con la carta forno e preparate il fondo della Cheesecake, aiutandovi con il dorso di un cucchiaio, e riponete lo stampo a riposare in frigorifero.

In un recipiente mescolate con uno sbattitore lo zucchero con il Philadelphia; unire i tuorli, la panna liquida, la fecola e la scorza di limone. Aiutandovi con un cucchiaio aggiungete i mirtilli, facendo attenzione a non romperli ;)

Accendete il forno statico, temperatura 180°.

Montare a neve gli albumi e uniteli al composto, sempre con l'aiuto di un cucchiaio di legno, con movimenti dall'alto verso il basso per non smontare l'impasto.

Versare nello stampo e spolverizzare la superficie con il cocco disidratato.

Infornare a forno caldo per un'oretta; quando la superficie inizierà a dorarsi coprite lo stampo con della carta argentata e continuate la cottura, almeno fino a quando vedrete che la cheesecake avrà acquistato un pochino di consistenza.

A fine cottura lasciate il dolce nel forno spento con lo sportello socchiuso.


E poi fatemi sapere QUANTO è buona!















domenica 15 aprile 2012

... Dovevamo essere delle crêpes

Eh sì, in principio dovevamo essere delle crêpes. 
Anzi no. 
In principio doveva essere semplicemente la merenda di P., un po' di Nutella sulla torta all'arancia che avevo preparato ieri sera.


E da lì il salto è stato breve: 


Nutella -----> Crêpes -----> Perché no, Pancakes!!!!


Lo spunto a complicarmi la vita in una pigrosissima domenica un pò assolata e un po' no, è stato il post di Ritroviamoci in Cucina, un blog che seguo molto volentieri, in cui le ricette e le foto sono una gran fonte di ispirazione (e di fame&acquolina, ma vabbè!).




Per 15 Pancakes


2 uova
50 gr di zucchero semolato
100 gr di olio di semi
200 gr di farina 00
un cucchiaino di lievito
300 ml di acqua


Montare a neve ferma gli albumi e a parte setacciare farina e lievito.
In un altro recipiente battere i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso; aggiungere poi l'olio, la farina e il lievito setacciati ed infine l'acqua.

Mettete da parte le fruste elettriche e unite gli albumi montati a neve con l'aiuto di una spatola, con movimenti dall'alto verso il basso, per non smontare il composto.

A questo punto ungete con del burro una padella antiaderente (io ho usato quella in ghisa) e mettete sul fuoco; una volta calda versate tre cucchiai di composto al centro della padella: per ottenere dei pancakes rotondeggianti cercate di versare il composto sempre al centro, l'impasto si allargherà solo soletto a formare un bel cerchio che vi darà un'enorme soddisfazione!
Sarà ora di girarli quando vedrete delle bollicine d'aria salire in superficie: aiutatevi con una paletta e ZAC, con un movimento deciso girate la vostra frittellina!

Attenzione alla vivacità della fiamma perché si rischia in un attimo di far abbronzare troppo i pancakes! Io li ho cotti sul fornello grande, mantenendomi però con la fiamma al minimo ;)

Una volta cotti, lasciateli riposare su una grata, e non in una scatola, in modo che i pancakes possano prendere aria senza afflosciarsi a causa dell'umidità che rilascerebbero se "soffocati" su un piatto, ad esempio.






Quando finalmente tutto l'impasto sarà finito, procedete a formare una bella pila di pancakes sul vostro piatto e cospargetela di tutto ciò che vi rende felici!!!! Che sia Miele, Sciroppo d'acero, Zucchero a velo, Marmellata o Nutella!!!!


















giovedì 12 aprile 2012

La torta di mele di Nonna Papera

Lo sapevo io che avevo il destino segnato...
Certo che, a ricordarmelo prima, mi sarei risparmiata anni, anni e anni (e anni, ma vabbè) sui libri di chimica... 
L'altro giorno mi è tornato in mente come un flash, il mio primo libro di ricette... O meglio, il libro di ricette di NonnaPapera. E di quel libro coloratissimo dalla copertina morbida, due sono le ricette che ricordo ancora.

E una di queste è lei, la torta di mele di Nonna Papera.
(rivista e rivisitata in chiave: abbattiamo le calorie)

Torta di mele


3 mele golden (o quante ne volete... nel mio stampo, ad esempio,ne basta una bella grandicella!!!)

3 uova

100 gr di zucchero

200 gr di farina

1 bicchiere d’olio d’arachidi

1 bicchiere di acqua

1 bustina lievito vanigliato





Accendete per prima cosa il forno statico a 180°; sbucciate poi le mele e fatele a fettine sottili (come ho già detto, avrete bisogno di tante fettine quante ne riesca a contenere il fondo del vostro stampo... io ho usato uno stampo da 22 ed una sola mela!) ... Per evitare che anneriscano, annaffiatele con del succo di limone ;)
Imburrate una teglia e rivestitela con carta forno.
Setacciare a parte farina e lievito e in un altro recipiente montare a neve gli albumi.
In una ciotola battere i tuorli con lo zucchero, aggiungere l'olio e poi la farina ed il lievito setacciati, fino ad ottenere un impasto liscio.
Infine, con l'aiuto di una spatola, incorporare i bianchi montati a neve con movimenti dall'alto verso il basso.

Foderate il fondo della teglia con le mele tagliate a spicchi sottili e una volta coperta tutta la superficie, versatevi sopra tutto l'impasto.

Infornate a forno caldo per mezz'ora ... O almeno fino a quando la vostra casa non sarà profumatissima e avrete fatto una prova stuzzicadenti soddisfacente ^_^

Fate raffreddare la torta nello stampo e soltanto dopo sformatela e capovolgetela su un piatto da portata, in questo modo le mele che avevamo messo sul fondo faranno bella figura sulla nostra torta.

Spolverizzare con lo zucchero a velo e godetevi  una fetta di questa torta senza tempo.








mercoledì 11 aprile 2012

La colazione Morbida

Cercavo un dolce da colazione (ma due fette biscottate come la gente normale no?, direte voi. ehm.... no!), che fosse veloce, semplice e soprattutto leggero.

Un gruppo che seguo su facebook (Le ricette di Misya) si è rivelato un calderone di idee, e tra le tante, questa è stata la torta che più mi ha fatto venire l'acquolina alla bocca.

Torta morbida all'arancia 

2 uova
100 gr di zucchero
50 ml di olio extravergine d'oliva
200 gr di farina 
1 bustina di lievito
il succo e la scorza di 2 arance medie

Accendere il forno statico a 180°.
Montare a neve gli albumi.
In un recipiente a parte, sbattere i tuorli con lo zucchero e aggiungere l'olio, il succo e la scorza grattugiata delle arance.
Setacciare la farina con il lievito ed unirlo al recipiente contenente i tuorli&Co. fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Incorporare infine gli albumi, con movimenti dall'alto verso il basso con l'aiuto di una spatola, in modo da far incorporare aria all'impasto, senza smontare gli albumi a neve.
Foderare con carta forno uno stampo da 22 cm ed infornare nel forno caldo per 30 minuti.
Mi raccomando, ogni forno ha le sue abitudini!!! Fate sempre la prova stuzzicadenti!!!!!!

Al termine della cottura, lasciate riposare la torta per 10 minuti a forno spento. Infine, una volta fredda, spolverizzate a piacere con dello zucchero a velo.


Non fatevi ingannare dalla foto... Sembra morbida. Ma in realtà lo è molto di più!!!!!!


ps: Grazie a Stefania per la sua ricetta!


mercoledì 4 aprile 2012

Il prossimo anno mi butto sulle colombe

Perché a me le cose semplici non sono mai piaciute, no.
Perché non limitarmi a comprare in serie delle graziosissime colombe di Pasqua quest'anno?!
Perché in fondo, sono SOLTANTO circondata da scotch, scatoloni e pacchi desiderosi di trasloco che mi guardano torvo mentre io decido di fare le uova di Pasqua.
Proprio di farle.
Una soddisfazione incredibile quando riesci a trovare il giusto cioccolato ...
Quando riesci a temperarlo bene...
Quando riesci a staccare i gusci dallo stampo...

E' quando non riesci a fare tutte queste cose (o una di queste) che ti viene voglia di fondere tutto a bagnomaria e inzupparci la frutta, nel cioccolato, oh!

Crisi isteriche e semi-fallimenti a parte ... Non so se sono stata in grado di eseguire al meglio tutti i passaggi, ma ho realizzato otto piccoli (molto piccoli) gioiellini di cui vado molto, molto fiera.

(E guai a chi prova a mangiarne uno. O al massimo, non me lo raccontate).

Comunque... Una cosa alla volta. Per fare le uova è necessario uno stampo: leggendo qua e la sui forum mi è sembrato di capire che si trovassero in vendita in tutti i mercati rionali del mondo, ad eccezione dell'Abruzzo... Ovvio. Alla fine mi sono rivolta al mio usuale spacciatore di coloranti & company, acquistandone uno in policarbonato.

Poi... Il cioccolato. E certo. Perché non è che possiamo usare un cioccolato qualsiasi! Per ottenere delle uova lucide lucide (ehm... più o meno...) è preferibile temperare il cioccolato, e il cioccolato che meglio si tempera è quello da copertura (spesso lo si trova in vendita sotto forma di "soldini" di cioccolato) o comunque un cioccolato ad alta percentuale di burro di cacao (al di sopra del 30%).
Ora senza soffermarmi troppo sul perché si debba temperare il cioccolato (su diversi siti ho visto uova realizzare semplicemente fondendolo a bagnomaria) .... Io ... L'ho temperato, così, per non sbagliare!
E' necessario un termometro da cucina e ufficialmente un piano di marmo.

Dal momento che io non possiedo assolutamente un piano di marmo... E ad ogni modo LUNGI DA ME, con questo caos in casa, mettermi pure a spatolare cioccolato qua e la per casa... Ho fatto in un altro modo, e ora ve lo spiego ^_^

Temperaggio del cioccolato


Un termometro da cucina
200 gr di cioccolato fondente da copertura

Preparate nel lavandino il bagnomaria freddo: tappo e acqua fredda - vi servirà dopo!
Fate in pezzi il cioccolato (se l'avete comprato in soldini, ferme lì, va bene così!) e fatelo sciogliere a caldo a bagnomaria, con l'accortezza di non far toccare il fondo del recipiente con il cioccolato con quello dell'acqua.
Attenzione a non far entrare in contatto l'acqua col cioccolato.... in quel caso fermatevi, prendete altro cioccolato e iniziate daccapo :( .
Durante la fusione mescolate con una spatola, fino ad una temperatura di 45-50 gradi.
Una volta raggiunta questa temperatura, portate il pentolino con il cioccolato nel lavandino dove avevamo messo l'acqua fredda... Continuando a mescolare portiamo la temperatura a 27° (E questa era la fase di raffreddamento che dovrebbe essere effettuata sul marmo!!!)
A questo punto riportiamo il pentolino sul bagnomaria caldo, fino ad una temperatura di 31° (questa temperatura si riferisce al fondente; nel caso del cioccolato bianco o al latte bisognerà salire solo fino a 29°).

A questo punto il temperaggio è finito ^_^ Possiamo iniziare a fare le uova!
Ma prima di tutto, nel solito lavandino prepariamo un bagnetto di acqua calda.





Versare nello stampo il cioccolato (essendo i miei stampini molto piccoli, è bastato un cucchiaio abbondante di cioccolato per ogni formina) e roteate lo stampo per rendere omogenee le superfici delle uova.





Rovesciate lo stampo su un foglio di carta argentata, in modo da eliminare l'eccesso di cioccolato (e in modo da poterlo recuperare!!!) ed infine poggiate lo stampo su un foglio di carta forno: trasferite quindi lo stampo in frigo per cinque minuti e successivamente nel freezer per 10 minuti.



Nel frattempo "salvate" il cioccolato colato dallo stampo riversandolo nel pentolino e mettete quest'ultimo nel bagnetto di acqua calda preparato in precedenza; controllate che la temperatura del cioccolato non superi mai i 33°.

Una volta tirato fuori lo stampo dal freezer, si ripete la colata di cioccolato e tutte le fasi successive; e poi nuovamente frigo per 5 minuti e freezer per 10.

Al termine di questo periodo le uova dovrebbero staccarsi autonomamente dallo stampo (fidatevi, vi sentirete come davanti ad un miracolo); tuttavia potrebbe rendersi necessario un po' di convincimento, sbattendo con un gesto deciso (e liberatorio!) lo stampo sul tavolo.

Se qualche uovo dovesse mostrarsi molto affezionato allo stampo, provate a inserirlo nuovamente nel freezer... Altri 10 minuti lo convinceranno ad uscire senza fare troppe storie.

Ecco, adesso se siete state brave, avrete davanti tante metà di uova da accoppiare ... Per prima cosa: munitevi di guanti! La cioccolata registrerà impietosamente tutte le vostre impronte e a voi verrà voglia di frantumarle sotto i piedi, e non è carino, è Pasqua.

Avete davanti a voi due scelte: quella più professional, che prevede l'uso di una sac a poche e altro cioccolato fuso (ohnnnno!) per unire le due metà..... E la mia.
Io ho scaldato una padella, l'ho tolta dal fuoco e vi ho poggiato sopra delicatamente le due metà. Dopo una manciata di secondi (davvero pochi, o vi ritroverete un Ciobar!) le estremità erano pronte per essere unite. Molto romantico. E  molto pratico. Sono un genio.

Quanto sono belle le vostre uova adesso? Molto, lo so.

Se proprio vi volete male, perché non pensare a decorarle? Dopotutto sono da regalare, mica le possiamo confezionare così, nude!

Ehcccccerto.

Prepariamo del marshmallow fondant, dai!!!! Appiccichiamoci allegramente!!!!!!

Marshmallow fondant


150 gr di marshmallows bianchi
330 gr di zucchero a velo
3 cucchiai di acqua


nota: il mmf va preparato almeno il giorno prima del suo utilizzo!

Mettete i marshmallows in un pentolino con i 3 cucchiai di acqua e fate sciogliere a bagnomaria; una volta fuse, togliete dal fuoco e aggiungete circa la metà dello zucchero a velo totale e mescolate con un cucchiaio di legno.
Su un tavolo preparate uno strato di zucchero a velo, versateci sopra i marshmallows sciolti e coprite con altro zucchero a velo rimanente: in questo modo le vostre probabilità di incollarvi al tavolo saranno molto molto basse :)
Sporcatevi per bene le mani con lo zucchero a velo e lavorate l'impasto fino a quando le caramelle sciolte non avranno assorbito tutto lo zucchero sul tavolo, lavorando la pasta come se fosse la massa per il pane.
Una volta ottenuta una pasta liscia, avvolgetela nella pellicola e lasciatela a riposo per almeno 24 ore FUORI dal frigo. Il mmf si colora e si conserva per mesi :)

E di questo mmf fatene quel che volete: coniglietti, paperelle, pulcini, pois, pecorelle e chi più ne ha più ne metta.

Io ho pensato di decorare così i miei piccoli otto nanerottoli, che ne pensate?














Con questa ricetta partecipo al contest








domenica 1 aprile 2012

Ritorno alle origini

Avevo iniziato proprio con loro, due mesi fa. E non vedo proprio perchè, dopo aver perfezionato IL cupcake perfetto, io non debba riproporlo ^_^ 
Sì, perchè con questa ricettina, con o senza frosting, vengono fuori dei dolcetti semplici, rapidi e buonissimi. E promesso, non la cambio più.


Per 12 cupcakes alla vaniglia (aridaje)


180 gr di farina
100 gr di zucchero
180 gr di burro morbido
3 uova
1/2 cucchiaino di lievito
3 gr di estratto di vaniglia (o una stecca di vaniglia)
70 gr di latte





Setacciate in una ciotola la farina ed il lievito ed accendete il forno statico a 180°.
Lavorare con le fruste in un altro recipiente  il burro ammorbidito con lo zucchero e la vaniglia; una volta formata una crema soffice aggiungere una alla volta le uova, alternandole alla farina setacciata.
Infine aggiungere il latte amalgamando bene.
Imburrare ed infarinare uno stampo da muffin (oppure come faccio io, mettere direttamente i pirottini di carta nello stampo!) e riempire le formine per metà.
Infornare in forno caldo e lasciar cuocere per 15-20 minuti ... Occhio al forno e fate sempre la prova dello stuzzicadenti!!!!


Nel caso in cui vogliate decorare con pasta di zucchero o un frosting, è importante lasciar raffreddare completamente i cupcakes!






Chocolate Fudge Frosting
(liberamente presa da joyofbaking.com, e adattata al made in Italy da Me ;) )




120 gr di cioccolato fondente
130 gr di burro morbido
140 gr di zucchero a velo setacciato







Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e lasciarlo raffreddare a temperatura ambiente.
In una ciotola lavorare con le fruste il burro ammorbidito fino ad ottenere una crema; aggiungere lo zucchero a velo setacciato e continuare a lavorare per un paio di minuti.
Infine aggiungere poco a poco io cioccolato a temperatura ambiente, aumentando pian piano l'intensità dello sbattitore, fino ad ottenere un composto lucido e liscio.









Quando i cupcakes saranno ben freddi, decorateli con il frosting, aiutandovi con una sac à poche con bocchetta a stella oppure con un coltello a punta tonda.


















Con questa ricetta partecipo ai contest 







mercoledì 21 marzo 2012

Crisi d'identità

Che ne è stato di me?


Perchè nel bottino dello shopping non ci sono magliette e paia di scarpe ma.... Questo?!?!?!?!?




domenica 18 marzo 2012

Venerdì...? Pesce!

Quando ho detto che di venerdì avrei cercato di non mangiare più carne, ho suscitato l'ilarità e lo stupore di tutti.
Questo perchè io sono sempre stata mooooolto al di sopra delle righe e moooooolto lontana da obblighi domenicali, figuriamoci quaresimali. Però variare fa bene, anche perchè se fosse per P. mangeremmo carne pure a merenda col thè.

E dopo che cucini il pesce spada, il persico, un merluzzetto, due calamari... E' inevitabile finire su una ricetta di una zuppetta, e in particolare questa di Emanuela ha mandato in visibilio le mie papille gustative. Dovevo farla, e così è stato. E siccome sono una che non si sa fare"gli affari suoi", ho fatto qualche modifica qua e là. Eccezionale.

Per due persone

500 gr di vongole veraci
250 gr di ceci lessati
1 spicchio d'aglio
Peperoncino
2 acciughe sott'olio
Vino bianco qb
sale qb
olio extravergine d'oliva qb

Dunque dunque... Io ho usato dei ceci già lessati, ma ovviamente potrete usare dei ceci secchi, lasciandoli in ammollo nell'acqua e una puntina di bicarbonato un'intera notte. La mattina successiva i ceci andranno lessati (partendo da acqua fredda) fino a cottura.
Le vongole, simpaticissimi molluschi che non sai mai e poi mai quanta sabbia avranno ancora da tirar fuori, andranno immerse in un recipiente con acqua fredda e una manciata di sale grosso, e lasciate a bagno per un paio d'ore (anzi, io spesso cambio l'acqua, butto nuovamente il sale e le scuoto un pò le une sulle altre).
Una volta spurgate, andranno aperte: fate scaldare leggermente un filo d'olio e uno spicchio d'aglio in una padella; buttate dentro le vongole e fate cuocere per qualche minuto a fuoco moderato, giusto il tempo di lasciarle aprire tutte.
A questo punto (SENZA buttare il fondo di cottura!) sgusciate parte delle vongole e tenetene da parte una dozzina integre, in modo da poter poi decorare il piatto.

A proposito del fondo di cottura: visto che questi molluschi sono così simpatici da rilasciare della sabbia nel fondo di cottura,  qualora non siano state ben spurgate....
Noi lo filtriamo, tiè.
E' necessario un colino e un foglio di scottex piegato in quattro (o una garza, ancora meglio!) ... Ah, e un pò di pazienza!!!!!!

In una padella ora facciamo soffriggere un pochino di aglio tritato e del peperoncino; ad olio caldo aggiungere le alici sott'olio e i ceci lessati; far insaporire qualche secondo e bagnare con il fondo di cottura delle vongole filtrato.

Dopo qualche minuto di cottura, sfumare con del vino bianco. Aggiungere poi un fondo di bicchiere di acqua (questo a seconda di quanto volete liquida la zuppetta... io ne ho messa pochissima!) e lasciate cuocere a fuoco basso con il coperchio per una decina di minuti (o comunque fino a quando la zuppa non avrà quasi raggiunto la densità che preferite!).

Con un frullatore ad immersione frullate parte della zuppa, aggiungete poi le vongole sgusciate in precedenza e spegnete il fuoco.

Impiattate e correte in tavola. E poi tornate qui a dirmi QUANTO era buona!!!!!!!!!!





mercoledì 14 marzo 2012

Un cuore di gocciole

Sono abbastanza grandicella da poter ammettere le mie dipendenze, e tra le tante, i biscotti. 
In particolare PanDiStelle e Gocciole (da soli, con la nutella, inzuppati nel latte o nel the...) sono due varietà che di solito devono riuscire a strapparmi di mano per farmi alzare dal tavolo a colazione. 


Se poi ci aggiungete la mia mania del "ma se te lo puoi fare a casa perché lo compri?!", è normale che io abbia provveduto a studiare, analizzare e ricercare le relative ricette online.


Ognuno ha i suoi problemi.


Dal momento che per i PanDiStelle ci stiamo attrezzando, mi sono data alla sperimentazione delle Gocciole.
E dal momento che non c'era davvero tempo per cercare uno stampino a gocciola (questi biscotti erano urgenti, sì), mi sono dovuta "accontentare" di un'infornata di cuoricini e fiorellini, che disdetta.








225 gr di farina 00
90 gr di zucchero
1 uovo
tre cucchiai di vino bianco
60 gr di burro a temperatura ambiente
80 gr di gocce di cioccolato (o fondente in scaglie)
1/2 bustina di lievito per dolci




In un recipiente lavorare con le fruste l'uovo e lo zucchero; aggiungere la farina, il burro morbido a pezzetti, i tre cucchiai di vino (avete letto bene, fidatevi!) ed il lievito. Lavorate il tutto con le mani, e l'impasto dovrà avere la consistenza un po'  meno soda della pasta frolla.
Accendete il forno statico a 200°.
Nel recipiente aggiungete le gocciole e amalgamate bene il tutto.
Su un foglio di carta forno stendete l'impasto aiutandovi con un mattarello (no, non si appiccica ^_^), fino ad uno spessore di un centimetro. Con dei tagliapasta ritagliate i biscotti della forma desiderata e infornate a forno caldo per 11-12 minuti. Al momento di sfornarli non dovranno essere duri in superficie, ma soltanto sotto.
So che può essere difficile, ma lasciarli raffreddare prima di addentarne qualcuno (P. docet).












Con questa ricetta partecipo al contest









martedì 13 marzo 2012

Le pizzelle di Cicci Mia

Paese che vai...
Ognuno difende la propria scuola di pensiero: sono più buone soffici, chi invece porta avanti la scuola della pizzetta duretta e sottile.
Qualcuno le chiama ferratelle, qualcuno neole... 
Chi le fa rotonde, chi le fa rettangolari, chi le mangia vuote e chi le infagotta con Nutella o marmellata.


Io sono cresciuta con quelle soffici e le ho sempre chiamate Pizzelle. 
E Cicci mia certo non poteva che farle a forma di cuore.


Nota prima di iniziare: per fare le pizzelle, è assolutamente necessario lo stampo, sia esso più "rudimentale" come quello che ho linkato, oppure elettrico (come quello usato da Cicci per realizzare i cuoricini!)




3 uova
100 gr di zucchero semolato
30 gr di burro
150 gr di farina 00
1/2 bustina di lievito per dolci
Buccia grattugiata di un limone


Lavorare in una ciotola uova e zucchero; far sciogliere il burro a fuoco basso ed aggiungerlo una volta intiepidito.
Grattugiare la scorza di un limone e setacciare farina e lievito;  unire il tutto al composto di uova, zucchero e burro e lavorarli con le fruste elettriche, fino ad ottenere un impasto omogeneo e senza grumi.
Nel frattempo ungere lo stampo elettrico -o quello classico- (aiutatevi con un pezzettino di scottex bagnato nell'olio), fatelo scaldare e una volta a temperatura versate un mestolino di impasto. Chiudete lo stampo e fate cuocere per 30-40 secondi, o almeno fino al momento in cui sarà possibile staccare la pizzella con l'aiuto di una forchetta. Ovviamente nel caso dello stampo classico, sarà necessario girare lo stampo sul fornello per rendere la cottura omogenea.


Mi raccomando: una volta terminata la cottura NON lavate lo stampo; attendete piuttosto che si sia raffreddato e passate internamente un foglio di scottex per eliminare i residui.










ps: Cicci, ovviamente se ho scritto delle oscenità culinarie, dopo avermi picchiato puoi tranquillamente correggermi :*

giovedì 8 marzo 2012

Il primo passo

Ho dovuto superare prima la timidezza, poi l'insicurezza, poi ancora lo stupore che a CHIETI si potesse riuscire ad organizzare QUALCOSA. 


E dopo essermi ripresa dallo shock, mi sono iscritta ad un corso base (ma base base!) di Cake Decorating, organizzato dalla Modecor


Insegnante d'eccellenza la cake designer Letizia Grella: una professionista brillante e simpaticissima che è stata in grado di mettere  tutte noi principianti a proprio agio.




Tornassi indietro lo rifarei?! Onestamente si. 


I corsi tenuti da queste professioniste sono un po' costosi, c'è da ammetterlo (135 euro per quasi 5 ore di lezione); ma si tratta comunque di artiste (perché di arte si parla!) riconosciute a livello internazionale che si mettono a disposizione di gente alle prime armi, cuoche amatoriali che magari non hanno mai nemmeno visto un panetto di pasta di zucchero nemmeno col binocolo.
E dopo cinque ore riuscire a fare una cosa come quella che ho fatto io, che partivo conscia di tornare a casa completamente appiccicaticcia di zucchero, non ha prezzo. 


martedì 6 marzo 2012

I taralli della suocera

Giusto per dare un pochino d'equilibrio a questo blog fatto soprattutto di dolci americaneggianti, ho deciso di lasciarmi guidare da chi ha molta più esperienza di me e di imparare a fare qualcosa di  più tradizionale.


Sono vecchie ricette scritte su foglietti e vecchie agende, riviste, corrette, sottolineate e infarinate. Piccole cose che si mangiano da sempre, che ci si fa sempre cucinare da altri "perché come le fai tu sono più buone". Beh, è arrivata l'ora di tirarsi su le maniche ed imparare.


Inizio dalla suocera. Ma mamma, nonna & zie ... Preparatevi, poi tocca pure a voi.


Taralli salati al finocchietto (circa 80)


500 gr di farina 00
1/2 cubetto di lievito di birra
60 gr di olio di semi
60 gr di olio extravergine d'oliva
un cucchiaino raso di sale
Semi di finocchio per aromatizzare
Vino bianco qb









Versate la farina su una spianatoia di legno, e fate un buco al centro del mucchietto, la cosiddetta "fontanella". Al centro versate gli oli e il lievito, iniziando ad impastare con le mani; aggiungete poi i semi di finocchio ed il sale, continuando ad impastare con le mani (il quantitativo dei semi dipende dal vostro gusto, ecco perché non ne ho indicato il quantitativo!).









A questo punto aggiungete all'impasto il vino bianco; la quantità di vino da utilizzare dipende dal tipo di farina che andrete ad utilizzare. Diciamo che il vino va aggiunto finchè l'impasto riesce ad assorbirne.























Ecco come si presenta l'impasto finale, prima della lievitazione. A questo punto trasferite la vostra pagnottina in una busta per alimenti da congelatore, e riponetela in una ciotola, coperta con un canovaccio da cucina. 
Per comodità potreste impastare i taralli la sera, lasciar lievitare tutta la notte e lavorare la pasta l'indomani mattina.












Una volta terminata la lievitazione, accendete il forno statico a 250°.
Riportate la pagnottina sulla spianatoia e tagliate dei pezzi di impasto e lavorateli con entrambe le mani, in modo da formare una massa tubolare (scusate, ma meglio di così non riuscivo a spiegare!) da ritagliare per modellare poi i veri e propri taralli.








Rivestire la teglia con carta forno, trasferire i taralli ed infornare a forno caldo, abbassando la temperatura ora a 200°.


Una volta che saranno colorati in superficie, sfornate tranquillamente. 
Lasciate raffreddare e conservateli in una scatola di latta.









domenica 4 marzo 2012

CocaCola Cake. Sì, avete letto bene.

La prima reazione: "Con la coca cooooooola?!?!"
La seconda: "E che sapore ha?!"
La terza: "Si si, sarà pure buona ma...."


Brutta cosa la diffidenza. 


Perché la quarta reazione, dopo il primo morso, è quella di due occhi spalancati di stupore e goduria, un misto tra morbidezza e cioccolatosità che, onestamente, non ti aspetti da un dolce a base di Coca Cola.


Nelle altre ricette che ho postato su questo blog effettivamente ho fatto di peggio ... Ho mescolato latte e limone, ho usato "una cosa che si chiama" panna acida ... 


Che male avrebbe potuto farmi provare ad impastare un altro dolce? 


"Segui le tue passioni", mi dice sempre P.. 
Così ho messo sul tavolo tutti gli ingredienti, con la guest star dell'occasione: una lattina di Coca Cola.


Ah, un consiglio, di quelli che si imparano sul campo: mai, mai, mai, mai, mai e poi mai far montare lo stampo a cerniera da tuo marito. Potrebbe piangere impasto durante la cottura (lo stampo, non tuo marito!!!!!!).

CocaCola Cake


200 gr di burro
200 gr di Coca Cola
220 gr di farina 00
50 g di cacao amaro in polvere
3 cucchiaini di lievito per dolci
1 pizzico di sale
Una punta di cucchiaino di bicarbonato di sodio
100 gr di zucchero semolato
2 uova intere
175 gr di latte intero
50 gr di panna liquida fresca
3 cucchiaini di essenza di vaniglia

Imburrare uno stampo (il mio era uno stampo a cerniera da 24 cm) e rivestire il fondo ed i bordi con della carta forno. In una ciotola setacciare la farina, il cacao amaro, il lievito ed il bicarbonato; infine aggiungere lo zucchero.
Tagliare a cubetti il burro e farlo sciogliere a fuoco lento in una casseruola; quando il burro avrà iniziato a fondere aggiungere la CocaCola, senza però portare ad ebollizione il composto.
Togliere dal fuoco, far intiepidire leggermente ed aggiungere il latte, la panna e la vaniglia.
Accendere il forno statico a 175°.
In una ciotolina sbattere in maniera sommaria le due uova ed aggiungerle al recipiente contenente gli ingredienti secchi setacciati all'inizio. Lavorare il composto con un cucchiaio ed infine aggiungere a filo il composto liquido, fino ad ottenere un impasto cremoso.
Versare nello stampo ed infornare a forno caldo per 45 minuti.
Non dimenticate MAI di fare la prova dello stuzzicadenti!

Una volta cotto, il doce va lasciato raffreddare nello stampo e va sformato solo quando è completamente freddo.

Siccome ci vogliamo fare violentemente del male, ho preparato anche la glassa da far colare sulla torta una volta fredda... A mio parere è buona anche senza copertura, ma Pinella ce l'ha messa, e io certo non potevo esimermi. 

Dovere morale, sì. 
Ed io ce l'ho altissimo, si sa.

Glassa di cioccolato

140 gr di cioccolato al 50-60%
70 gr di cioccolato al 70%
200 gr di panna liquida fresca
15 gr di sciroppo di glucosio
15 gr di burro

Su un tagliere sminuzzare il cioccolato in scaglie e farlo fondere in una casseruola.

In un altro pentolino far bollire la panna, aggiungere lo sciroppo di glucosio, assicurandovi che si sciolga completamente. Versare il liquido caldo sul cioccolato in 3 volte, lavorando con una spatola con movimenti dal centro verso l'esterno.
Aggiungere infine il burro.
Se la glassa dovesse diventare troppo fredda ed indurirsi, basterà scaldare per qualche secondo al microonde o a bagnomaria.

Se anche voi come me non disponete di una fighissima griglia da pasticcere (se avete visto "La finestra di fronte" sapete a cosa mi riferisco!), fate come ho fatto io (ecco una puntata di "Piccoli ingegneri in cucina crescono"): rivestite di carta forno la leccarda nera del forno e adagiateci sopra la griglia del forno. 
Voilà. 
Sformate la torta dallo stampo, sistematela sulla griglia e fate colare la glassa al cioccolato sulla torta, facendola scendere a filo esattamente sul centro della torta.
Io ho preferito non assottigliare lo strato di glassa con una spatola, ed ho lasciato che colasse da sola dal centro verso i bordi; la copertura è venuta un pochino doppia effettivamente, ma era molto scenografica e ... Buonissima!!!!!!
 Altrimenti potete lavorarla con una spatola, e recuperare la glassa in eccesso sulla carta forno con cui avevamo rivestito la leccarda.





Io e la CocaCola Cake potremmo a questo punto essere diventate compagne per la vita. 

Vatti a fidare ^_^







giovedì 1 marzo 2012

Angel Cake. E non aggiungo altro.

Questi food blog, food forum, food site, food qualsiasicosa... Sono un guaio!!!


Per carità, a volte ti salvano la vita,  come quando non ricordi esattamente la temperatura del forno da impostare quando c'è da cuocere la pizza: due paroline e Google e ti mette davanti ad una quantità imbarazzante di risposte...
Che poi alla fine ci si  dimentica sempre PER QUALE REALE RAGIONE ci si sia messi davanti al pc ... beh, quella è un'altra storia e la conosciamo bene tutti!


Comunque, dicevo, sono un guaio.


Essssssì.


Perché prima o poi (capiterà, fidatevi!) spunta sempre qualcosa di cui tu eri completamente all'oscuro.


E che devi (ovviamente) provare a cucinare!


Un dolce, una salsa, una copertura, una marmellata oppure perfino uno stampo: senza di essi riesci a condurre una vita normale finchè non te ne spunta uno su un forum.


Ed è a quel punto che prendi tuo marito (Santissimo P.)  e vai alla ricerca di quell'ingrediente o di quella teglia (che non avevi mai sentito nominare prima di allora); con fare esperto entri in tutti quei negozi per professionisti, dolcerie e pasticcerie finchè non LO trovi.


Ecco, questo è quello che più o meno è successo con l'Angel Cake.
Un dolce che fa venire un sospiro sofficioso soltanto a guardarne le foto; che sa di relax, di piumoni, di freddo, di scioglievolezza, di thè al pomeriggio e di coccole.
E che ovviamente è americano.
E richiede uno stampo speciale (vedi il Santissimo P. di cui sopra).


Nota da principiante: non andate in paranoia se leggendo la ricetta troverete accessori che non possedete (termometro per gli albumi, planetaria, lo stampo stesso....). 
Non ce li ho nemmeno io e la torta è venuta bene ugualmente!




Angel Cake


5 gr di cremor tartaro*
150 gr di farina
un pizzico di sale
480 gr di albumi (sono circa 12 uova grandi)
1 bustina di vanillina
150 gr di zucchero**


*calmacalmacalma: altro non è che una polvere lievitante che si trova nelle farmacie e nei supermercati ^_^


** la ricetta originale diceva 250 gr di zucchero. Mi sembravano tantissimi, ed in effetti già con 150 gr si ottiene un giusto grado di dolcezza.





Scaldare gli albumi a bagnomaria fino ad arrivare a 45°, mescolandoli delicatamente con una frusta; in
alternativa basta utilizzare degli albumi a temperatura ambiente.

Versate gli albumi in una planetaria (calma, di nuovo. Uno sbattitore elettrico fa la sua bella figura ugualmente) e sbatteteli con le fruste; quando inizieranno a prendere consistenza e a diventare bianchi aggiungete il cremor tartaro setacciato. Dopo aver lavorato il composto per altri 3-4 minuti aggiungere in tre volte la vanillina e lo zucchero ma in tre volte. Amalgamare per bene.

Dopo aver setacciato la farina ed il sale, aggiungere lentamente gli ingredienti secchi nel composto con gli albumi, mescolando con una spatola dal basso verso l'alto, lasciando incorporare aria senza smontare l'impasto.

Accendere il forno statico a 180°.

Se possedete lo stampo adatto per l'angel cake, non sarà necessario imburrarlo e basterà versare l'impasto direttamente nella teglia (lo so, state leggendo con fare sospetto, ma fidatevi, non servirà imburrare!).

Se invece ne siete sprovviste, non preoccupatevi, la torta verrà bene anche in uno stampo per ciambelle o a cerniera; in questo caso però sarà meglio imburrare la teglia e foderatelo con carta forno.



Infornare per circa 40 minuti, e prima di sfornare ricordate sempre di fare la prova dello stuzzicadenti ^_^

Una volta raffreddata, spolverizzare con zucchero a velo. Qualcuno la serve con la crema pasticcerà, con la nutella, con la frutta fresca... Ma vi assicuro, è buona anche così, nature!


Seguendo la ricetta trovata su internet, in cui si consigliava di sformare immediatamente la torta dallo stampo, ho notato un deprimente abbassamento della torta :/

Non ho ben capito perché venga consigliata questa procedura, dal momento che l'angel cake necessita proprio di questo stampo particolare dotato di tre piedini: in questo modo (accidenti a mmmmme mi sono documentata DOPO) una volta fuori dal forno lo stampo va rovesciato (con ancora la torta all'interno!) fino a raffreddamento completato.

In questo modo si evita la depressione del dolce ( e della cuoca).


Tuttavia è un dolce che dà tantissima soddisfazione, perché è semplice da fare, veloce e ...

Ipocalorica
(una fetta da 50 gr -tanta roba davvero, dal momento che la Angel Cake è una piuma- sono circa un centinaio di calorie).


(State già andando a cercare lo stampo, eh?! ^_^)